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In effetti
i componenti di questa comunità, chiamata le 36 famiglie, iniziarono
ad insegnare la loro arte, il KEMPO. Nel Secolo XIV, prima del 1429,
Okinawa era divisa in tre regni: Hokuzan, Chuzan e Nanzan, furono
unificati in uno solo dal Re Hashi di Chuzan che pagava i tributi
all'Imperatore della Cina. Fu un tempo di pace e prosperità. Un
tempo di pace perché il governo aveva proibito il possesso e l'uso
delle armi, un tempo di prosperità poiché l'arcipelago si convertì
in un centro di interscambio commercial-culturale con tutto il sud
dell'Asia. Suo nipote, una volta arrivato al potere, ratificò
nell'anno 1477 la proibizione, dando nuovo impulso alla pratica
dell'arte del To-Te. Okinawa ristabilisce, fra gli anni 1437 e 1570,
44 Ambasciate ufficiali con gli Stati della costa asiatica.
Nella capitale, Naha e nella corte del Palazzo Reale di Shuri si
parlavano una grande quantità di lingue. Giustamente, in questo
periodo, le arti di combattere cinesi si fecero conoscere, vennero
così assimilate e incorporate con le tecniche usate dagli abitanti
nell'isola. Le frequenti missioni commerciali e diplomatiche di
Okinawa si spostarono, in quell'epoca, sottomettendosi a Pechino.
Arrivarono così molti stranieri nell'arcipelago, marinai di
nazionalità diversa che, frequentando il porto, portarono esperienze
nuove di difesa, esperienze fatte in mare contro i predoni, nei
porti contro ladri e assassini, nelle taverne e nelle strette vie
dove il litigio era sovrano.
Nell'anno 1559, il Re Sho Nei ricevette una missione militare
diplomatica di alto rango.Vari Generali e monaci facenti parte di
questa delegazione erano esperti in Kung-Fu che, una volta giunti
nell'isola, iniziarono a trasmettere il loro sapere. Nell'anno 1609,
l'invasione giapponese dei Satsuma pose fine all'autonomia di
Okinawa.
Il praticante di Karate dell'attualità, non può immaginare come
poteva essere l'arte marziale di Okinawa. La mancanza di documenti
scritti e le sole notizie tramandate essenzialmente dalla tradizione
orale non possono essere prese in considerazione totalmente, sarà
possibile farlo solo dopo il XVII secolo. Nell'anno 1609 il
Giappone, che aveva sempre ignorato Okinawa, sente all'improvviso un
gran interesse per l'arcipelago. I Samurai del Clan Satsuma sbarcano
nell'isola con la forza. Obbligati a ripiegare una prima volta,
riescono a farlo la seconda grazie ad uno sbarco di sorpresa.
-- Piccola parentesi storica--
Nel 1601, Tokugawa Ieyasu sottomette il paese distrutto da secoli di
guerre civili. Egli si ripromette che mai più il Giappone verrà
sconvolto da lotte interne fra Clan, lotte alimentate dagli intrighi
e dagli appetiti dei vari Signori, nobili di corte.
Mette in funzione un sistema di governo concentrato nelle mani del
Bakufu. Come fine politico, desiderava evitare eventuali sfide fra
gli Shogun, assegnando le provincie a coloro che potevano
rappresentare un pericolo per la stabilità della sua dinastia invece
di uccidere il perdente, come si aveva sempre fatto. Questo accadde
con la famiglia Shimazu di Kyushu. Gli Shimazu furono gli avversari
di Tokugawa. Dopo la famosa battaglia di Sekigahara quest'ultimo
risultò il vincitore e seppe porre in atto, il giorno seguente alla
battaglia, i fondamenti della sua politica. Anche se vinta, questa
famiglia era molto grande e forte per poter ignorarla o distruggerla
completamente, fu così che le concesse Okinawa.
Nel 1609, come anteriormente detto, Shimazu e i suoi Samurai
invasero la capitale dell'arcipelago e instaurarono una severa
occupazione. Riprendendo l'esempio di Re Sho Hashi, che aveva
proibito l'uso delle armi da parte degli abitanti di Okinawa, il
Clan rieditò la medesima ordinanza sotto pena di morte. Col fine di
poter lottare contro gli invasori e la loro forza armata, gli
abitanti dell'isola svilupparono un'arte di combattimento a mani
nude. Il Karate, conosciuto in prima istanza con il nome di To-Te,
che vuole dire Pugno Cinese, fu un miscuglio di arti di
combattimento originati in Okinawa e in Cina.
Fu praticata nel più assoluto segreto, poi trasmesso di famiglia in
famiglia. Verso l'anno 1629 i differenti gruppi di praticanti
cercarono di unire e unificare i criteri di apprendimento, come
risultato si ebbe la creazione del Okinawa-Te.
In questo periodo molti okinawensi furono mandati, dalle loro
famiglie, in Cina per imparare e perfezionare lo Shaolìn. Il 3°
libro di cronaca "Okinawa Hikki" menziona di un gruppo di cinesi nel
quale si trova Kosokun. Questo gruppo introduce nel 1692 un sistema
di combattimento chiamato Kumiai-jutsu (tecnica di combattimento).
Per altra parte, nel castello di Shuri esiste un monumento la cui
leggenda scritta menziona l'introduzione della scuola cinese della
tigre e del leone.
STORIA E LEGGENDA
Qualche tempo dopo la morte di Cristo, verso il V secolo, un
viandante iniziò un lungo viaggio che lo condusse attraverso la
catena dell'Himalaya, barriera naturale che separa l'India e il
Nepal dalla Cina. Di questo viandante, che riuscì nell'ardua
impresa, si conosce il nome, Bodhidarma, per alcuni Darma, per altri
Ta-Mo, per altri ancora Da-Muo. Si parla senza dubbio della stessa
persona. Se si pensa solamente al tempo in cui venne realizzata, ha
del formidabile. Si dice anche che fu lui che portò in Cina la
corrente Mahayama del Buddismo.
Dopo aver attraversato la Cina, arriva alla corte di Lian Wu Ti,
monarca della VI dinastia, che più tardi lo espellerà dalla corte
insieme con i suoi seguaci.
Bodhidarma s'incamminò verso il nord, verso la terra di Wei e arrivò
al tempio di Shaolìn nella provincia di Henan (nel tempio costruito
durante la dinastia Wei, nell'anno di Tai Ho 386-534), nelle
montagne di Song-Shan. Fu lì che sparse il seme del Buddismo e che,
poco a poco, si convertì in Buddismo Ch'an. Più tardi, introdotto in
Giappone, prenderà il nome di Buddismo Zen. Fu in questo monastero
Shaolìn che si rese conto del debole stato fisico dei monaci,
debolezza che impediva loro di dedicarsi a pieno alla meditazione.
Bodhidarma programmò allora distinti tipi di esercizi utilizzando le
tecniche del Rakshana e del Vajaramusti, raggiunse così il risultato
di ottenere flessibilità, forma ed equilibrio dando così ai monaci
agilità, in questo modo poterono rinforzare sia il corpo che la
mente. È da questi esercizi di attacco e difesa, i 18 Iohan Shou
(movimenti del monaco) che si svilupperanno la maggior parte delle
arti marziali. Si sa che la paternità data a Bodhidarma, rispetto
alle arti marziali, è molto discussa poiché molti storici
riferiscono che le arti marziali esistevano in Cina prima
dell'arrivo del figlio del Raja Indiano, però …………la leggenda e'
molto bella.
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