STORIA DI OKINAWA

OKINAWA, arcipelago principale delle Ryu Kyu, un collare di isole che si estendono fra Cina e Giappone, fu in passato un porto importante di interscambio commerciale con l'Asia.
Era il VI secolo e nell'isola regnava la dinastia Sui. Varie missioni diplomatiche, militari e politiche, viaggiavano frequentemente fra la Cina, l'Isola e viceversa, Monaci Buddisti Okinawensi si trasferivano nei monasteri cinesi per studiare. Indubbiamente poterono apprendere lo Stile Shaolìn e portarlo nell'isola.
L'enciclopedia Dekai Dai Hyakkajiten stabilisce che lo Shaolìn fu introdotto in Okinawa e Giappone nell'era Tang 618-906. Dalla fine della dinastia Tang e l'inizio della Ming, nell'anno 1368, non esistono annotazioni sopra l'argomento. Nell'anno 1372 vengono ristabiliti nuovi e molteplici interscambi commerciali fra i due paesi.
L'imperatore cinese Hung Wu Ti invia una numerosa delegazione militare ed esperti di Kung-Fu che, senza dubbio, stimolarono lo sviluppo dell'arte di combattere nell'isola. Durante il periodo Ming 1372-1644 avvenne l'immigrazione nell'isola di 36 famiglie cinesi provenienti dal Fukien a Kamemura, un sobborgo di Naha, che contribuirono certamente al miglioramento della tecnica.

  In effetti i componenti di questa comunità, chiamata le 36 famiglie, iniziarono ad insegnare la loro arte, il KEMPO.
Nel Secolo XIV, prima del 1429, Okinawa era divisa in tre regni: Hokuzan, Chuzan e Nanzan, furono unificati in uno solo dal Re Hashi di Chuzan che pagava i tributi all'Imperatore della Cina. Fu un tempo di pace e prosperità. Un tempo di pace perché il governo aveva proibito il possesso e l'uso delle armi, un tempo di prosperità poiché l'arcipelago si convertì in un centro di interscambio commercial-culturale con tutto il sud dell'Asia. Suo nipote, una volta arrivato al potere, ratificò nell'anno 1477 la proibizione, dando nuovo impulso alla pratica dell'arte del To-Te. Okinawa ristabilisce, fra gli anni 1437 e 1570, 44 Ambasciate ufficiali con gli Stati della costa asiatica.
Nella capitale, Naha e nella corte del Palazzo Reale di Shuri si parlavano una grande quantità di lingue. Giustamente, in questo periodo, le arti di combattere cinesi si fecero conoscere, vennero così assimilate e incorporate con le tecniche usate dagli abitanti nell'isola. Le frequenti missioni commerciali e diplomatiche di Okinawa si spostarono, in quell'epoca, sottomettendosi a Pechino. Arrivarono così molti stranieri nell'arcipelago, marinai di nazionalità diversa che, frequentando il porto, portarono esperienze nuove di difesa, esperienze fatte in mare contro i predoni, nei porti contro ladri e assassini, nelle taverne e nelle strette vie dove il litigio era sovrano.
Nell'anno 1559, il Re Sho Nei ricevette una missione militare diplomatica di alto rango.Vari Generali e monaci facenti parte di questa delegazione erano esperti in Kung-Fu che, una volta giunti nell'isola, iniziarono a trasmettere il loro sapere. Nell'anno 1609, l'invasione giapponese dei Satsuma pose fine all'autonomia di Okinawa.
Il praticante di Karate dell'attualità, non può immaginare come poteva essere l'arte marziale di Okinawa. La mancanza di documenti scritti e le sole notizie tramandate essenzialmente dalla tradizione orale non possono essere prese in considerazione totalmente, sarà possibile farlo solo dopo il XVII secolo. Nell'anno 1609 il Giappone, che aveva sempre ignorato Okinawa, sente all'improvviso un gran interesse per l'arcipelago. I Samurai del Clan Satsuma sbarcano nell'isola con la forza. Obbligati a ripiegare una prima volta, riescono a farlo la seconda grazie ad uno sbarco di sorpresa.
-- Piccola parentesi storica--
Nel 1601, Tokugawa Ieyasu sottomette il paese distrutto da secoli di guerre civili. Egli si ripromette che mai più il Giappone verrà sconvolto da lotte interne fra Clan, lotte alimentate dagli intrighi e dagli appetiti dei vari Signori, nobili di corte.
Mette in funzione un sistema di governo concentrato nelle mani del Bakufu. Come fine politico, desiderava evitare eventuali sfide fra gli Shogun, assegnando le provincie a coloro che potevano rappresentare un pericolo per la stabilità della sua dinastia invece di uccidere il perdente, come si aveva sempre fatto. Questo accadde con la famiglia Shimazu di Kyushu. Gli Shimazu furono gli avversari di Tokugawa. Dopo la famosa battaglia di Sekigahara quest'ultimo risultò il vincitore e seppe porre in atto, il giorno seguente alla battaglia, i fondamenti della sua politica. Anche se vinta, questa famiglia era molto grande e forte per poter ignorarla o distruggerla completamente, fu così che le concesse Okinawa.
Nel 1609, come anteriormente detto, Shimazu e i suoi Samurai invasero la capitale dell'arcipelago e instaurarono una severa occupazione. Riprendendo l'esempio di Re Sho Hashi, che aveva proibito l'uso delle armi da parte degli abitanti di Okinawa, il Clan rieditò la medesima ordinanza sotto pena di morte. Col fine di poter lottare contro gli invasori e la loro forza armata, gli abitanti dell'isola svilupparono un'arte di combattimento a mani nude. Il Karate, conosciuto in prima istanza con il nome di To-Te, che vuole dire Pugno Cinese, fu un miscuglio di arti di combattimento originati in Okinawa e in Cina.
Fu praticata nel più assoluto segreto, poi trasmesso di famiglia in famiglia. Verso l'anno 1629 i differenti gruppi di praticanti cercarono di unire e unificare i criteri di apprendimento, come risultato si ebbe la creazione del Okinawa-Te.
In questo periodo molti okinawensi furono mandati, dalle loro famiglie, in Cina per imparare e perfezionare lo Shaolìn. Il 3° libro di cronaca "Okinawa Hikki" menziona di un gruppo di cinesi nel quale si trova Kosokun. Questo gruppo introduce nel 1692 un sistema di combattimento chiamato Kumiai-jutsu (tecnica di combattimento). Per altra parte, nel castello di Shuri esiste un monumento la cui leggenda scritta menziona l'introduzione della scuola cinese della tigre e del leone.


STORIA E LEGGENDA
Qualche tempo dopo la morte di Cristo, verso il V secolo, un viandante iniziò un lungo viaggio che lo condusse attraverso la catena dell'Himalaya, barriera naturale che separa l'India e il Nepal dalla Cina. Di questo viandante, che riuscì nell'ardua impresa, si conosce il nome, Bodhidarma, per alcuni Darma, per altri Ta-Mo, per altri ancora Da-Muo. Si parla senza dubbio della stessa persona. Se si pensa solamente al tempo in cui venne realizzata, ha del formidabile. Si dice anche che fu lui che portò in Cina la corrente Mahayama del Buddismo.
Dopo aver attraversato la Cina, arriva alla corte di Lian Wu Ti, monarca della VI dinastia, che più tardi lo espellerà dalla corte insieme con i suoi seguaci.
Bodhidarma s'incamminò verso il nord, verso la terra di Wei e arrivò al tempio di Shaolìn nella provincia di Henan (nel tempio costruito durante la dinastia Wei, nell'anno di Tai Ho 386-534), nelle montagne di Song-Shan. Fu lì che sparse il seme del Buddismo e che, poco a poco, si convertì in Buddismo Ch'an. Più tardi, introdotto in Giappone, prenderà il nome di Buddismo Zen. Fu in questo monastero Shaolìn che si rese conto del debole stato fisico dei monaci, debolezza che impediva loro di dedicarsi a pieno alla meditazione. Bodhidarma programmò allora distinti tipi di esercizi utilizzando le tecniche del Rakshana e del Vajaramusti, raggiunse così il risultato di ottenere flessibilità, forma ed equilibrio dando così ai monaci agilità, in questo modo poterono rinforzare sia il corpo che la mente. È da questi esercizi di attacco e difesa, i 18 Iohan Shou (movimenti del monaco) che si svilupperanno la maggior parte delle arti marziali. Si sa che la paternità data a Bodhidarma, rispetto alle arti marziali, è molto discussa poiché molti storici riferiscono che le arti marziali esistevano in Cina prima dell'arrivo del figlio del Raja Indiano, però …………la leggenda e' molto bella.

 

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